Proteine in polvere. Si, no, forse e perchè?

Nessun commento Share:

 

Ogni volta che sento parlare di proteine in polvere, non so se ridere o se piangere.

Sono celebri le frasi in palestra tipo: “Quando prendevo le proteine in polvere ero il doppio di ora”. Oppure: “Io sono NATURAL! Non prendo neanche le PROTEINE”. Oppure ancora: “Ma mi consigli di prendere le proteine per INGROSSARE?”.

Ecco, queste sono le frasi che mi fanno sanguinare le orecchie. Quel tipo di frasi che mi fanno scattare tanta violenza interiore, da farmi pensare all’omicidio.

 

 

 

Cosa sono queste maledette proteine in polvere?

 

Vi svelerò un segreto, tipo quello che Babbo Natale non esiste.

Uno di quei segreti che vi cambieranno la vita, come quando ho scoperto che non mi ha portato la cicogna, ma in realtà, sono nato sotto un cavolo…

LE PROTEINE IN POLVERE SONO CIBO. CAZZO, LE PROTEINE IN POLVERE SONO SOLO CIBO.

L’ho detto finalmente. Mi sono tolto un peso. Tradotto, vuol dire che se mangi un quantitativo sufficiente durante la giornata, non c’è bisogno di assumere la polvere magica.

Per COMODITA’ le assumo, a volte la mattina per fare una colazione “dolce”, o quando sto fuori e non posso sedermi per pranzare.

Quindi integrano quello che non posso o non mi va di assumere dal cibo solido, MA NON HANNO ALCUN EFFETTO ANABOLICO. NON SONO BOMBE!

 

 

 

Cosa sono le proteine?

 

Le proteine sono un polimero di aminoacidi e sono la base del nostro organismo, visto che il nostro corpo è composto in grandissima parte da esse.
Le loro funzioni sono molteplici e variano in base alla struttura di ogni proteina.
Le funzioni più importanti sono: supporto strutturale, catalisi, trasporto, difesa, regolazione e movimento. In alcuni casi deposito di energia e di informazione.
La composizione di ogni proteina è data dalla quantità relativa dei vari aminoacidi che la compongono e non vi sto ad elencare tutti i tipi di struttura.

 

 

 

Come scegliere quelle giuste?

 

Assodato che non le compreremo per effetti ipertrofici-anabolici, ci indirizziamo a quei bellissimi barattoloni solo per vezzo o comodità, in relazione comunque alla quota proteica che dovremmo assumere dalla nostra alimentazione quotidiana. Niente di più e niente di meno. (Se ne prendi 10gr in più però non muori).

Nella scelta dell’acquisto delle proteine, non prendo quello che capita o chi offre meno.

Il detto “tanto spendi, tanto appendi”, direi che è sempre attuale ed in molti casi veritiero.

In questo articolo prendiamo in riferimento le proteine del siero del latte che sono quelle di largo consumo e posseggono proteine di alto valore biologico.

Quando si tratta di queste proteine ci imbattiamo spesso in due sigle: WPC e WPI.

 

 

Cosa sono? Quali scegliere?

 

Per WPC, oltre ad essere una sigla di una federazione di powerlifting, si intendono Proteine Concentrate del siero. Questo tipo di proteine sono ricche di lattosio e grassi per via della loro lavorazione per ultrafiltrazione che tra tutti i tipi di estrazione, risulta essere quella più grossolona. La percentuale proteica delle WPC varia dal 40 all’80%. Alcuni concentrati contengo più immunoglobuline di altri.

Il loro valore sul mercato è economicamente più basso che non vuol dire qualità più scadente, ma una lavorazione meno raffinata, con una buona presenza di carboidrati, dati dal lattosio e di grassi. Vista la presenza massiccia di lattosio, per chi intollerante, direi di evitarle.

Chi non ha alcun problema, può comprarle, però stando attenti alla quantità proteica effettiva.

 

Le WPI si differenziano dalle WPC, per la loro percentuale proteica che va dall’85 al 92-95%.

Le isolate (WPI) a scambio ionico, sono state un must fino a pochi anni fa. Seppur contenendo una percentuale molto alta di proteine, per via di questo tipo di estrazione, sono carenti di alcuni peptidi bioattivi ed altre sostanze molto importanti (glicomacropeptidi, lattoferrina e lattoperossidasi).

Il miglior tipo di estrazione attuale che mantiene intatte la maggior parte delle caratteristiche tecniche delle nostre proteine, è la microfiltrazione a flusso incrociato. Tale tecnica permette di ottenere una polvere con più del 90% di percentuale proteica non denaturata, senza la presenza di grassi e carboidrati. Quindi è ideale per chi sta in regimi ipocalorici o è in presenza di intolleranze alimentari.

Altro tipo di estrazione è la microfiltrazione / ultrafiltrazione dove avremo un’alta presenza di glicomacropeptidi, lattoferrina e lattoperossidasi, ma una bassa percentuale di albumina sierica.

 

 

 

Che marca scegliere?

 

Quando mi avvicino ad un marchio, la prima cosa che faccio è vedere o capire da chi comprano le polveri.

Volac, Calbery e New Zealand Fonterra, sono una garanzia.

A volte il problema è l’onesta di chi distribuisce.

C’è chi imbusta o imbarattola onestamente ciò che dichiara in etichetta.

C’è chi disonestamente “taglia” le polveri con varie aggiunte.

Suggerisco di non guardare molto all’estetica dell’etichetta, ma di cercare un’azienda seria e soprattutto cristallina.

Guardiamo molto all’estero, quando in Italia ci sono aziende serie e che aprono le porte dei propri laboratori per garantire la purezza dei propri prodotti.

 

A cura di Roberto Calandra

 

 

 

 

 

 

 

Previous Article

Il Warm Up nel Powerlifting per lo Squat

Next Article

Il Warm up nel powerlifting e non solo

Ti potrebbero interessare

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: